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NANOFIBRILLE DI CHITINA

RASSEGNA STAMPA E PUBBLICAZIONI

   
 

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE

Le nanofibrille di chitina - Una realtà tutta italiana

Nanotecnologie e benesse

I prodotti Nanostrutturati: Tecnologia e Futuro

PUBBLICAZIONI e RASSEGNA STAMPA ESTERA

- Chitin nanofibrils

- Biochemistry, histology and clinical uses of chitins and chitosan in wound healing

- Multifunctional use of innovative chitin nanofibrils for skin care

- Chitin nanofibrils: a natural compound for innovative cosmeceuticals

- Nanotechnology and wellness

- Applied nanotechnology in cosmetic & functional food

- Chitin nanofibrils linked to chitosan glycolate as spray, gel, and gauze   preparationsfor wound repair

- Fabricating a good treatment

- Nano-structured products: technology and future

- Cutaneous absorption of nanostructured chitin associated with natural synergic molecules

- Chitin nanofibrils for advanced cosmeceuticals

- Chitin nanofibrils: a new active cosmetic carrier

La chitina nella sua composizione si presenta sotto forma di una miscela di polvere e di cristalli.
La parte cristallina rappresenta la porzione più pura della chitina.

Si presenta in forma di aghi (fibrille) da quì il nome nanofibrille con dimensione nano: sono cioè molto piccole perché di lunghezza media pari a 250 nm, e spessore di 5/7 nm. Sono cioè grandi quanto un quarto di un batterio e la quattrocentesima parte di un capello che misura mediamente 100.000 nm. Per le loro caratteristiche biochimiche le nanofibrille di chitina (CN), biocompatibili e completamente biodegradabili, possiedono una interessante caratteristica di adesività nei confronti sia della cute che delle mucose.
Inoltre, per la loro tendenza ad imbibirsi di acqua ed a legare princìpi attivi di varia origine e per il loro carattere prevalentemente "cationico" (carica positiva) svolgono un interessante ruolo nella cessione controllata di molte molecole. Infatti si complessano facilmente e temporaneamente con gli anioni (carica negativa), ma in determinate condizioni ambientali, assieme all'acqua, possono legare anche princìpi attivi cationici.
I princìpi attivi complessati con CN dimostrano, inoltre, di possedere e svolgere una più intensa attività biologica risultandone potenziata la loro biodisponibilità.
È interessante infatti sottolineare come le nanofibrille di chitina (CN) stabiliscano legami temporanei e reversibili con la superficie cellulare facilitando così l'ingresso dei princìpi attivi ad essa complessati (es: luteina, melatonina, ac. lipoico, ecc.). Comunque, in virtù del loro alto peso molecolare le nanofibrille non sono in grado di penetrare dentro le cellule, né di inserirsi nel sistema circolatorio perché vengono prontamente metabolizzate dagli enzimi cutanei che utilizzano prontamente sia la glucosamina che la acetilglucosamina.
Risultano così prive di effetti collaterali. Infatti mentre i legami che stabiliscono con i corneociti e con la membrana cellulare sono temporanei e reversibili, la loro caratteristica di polimero zuccherino le rende facilmente idrolizzabili dagli enzimi cutanei.