La chitina
nella sua composizione si presenta sotto forma di una
miscela di polvere e di cristalli.
La parte cristallina rappresenta la porzione più pura della
chitina.
Si presenta in forma di aghi (fibrille) da quì il nome
nanofibrille con dimensione nano: sono cioè molto
piccole perché di lunghezza media pari a 250 nm, e spessore
di 5/7 nm. Sono cioè grandi quanto un quarto di un batterio
e la quattrocentesima parte di un capello che misura
mediamente 100.000 nm. Per le loro caratteristiche
biochimiche le nanofibrille di chitina (CN),
biocompatibili e completamente biodegradabili, possiedono
una interessante caratteristica di adesività nei confronti
sia della cute che delle mucose.
Inoltre, per la loro tendenza ad imbibirsi di acqua ed a
legare princìpi attivi di varia origine e per il loro
carattere prevalentemente "cationico" (carica positiva)
svolgono un interessante ruolo nella cessione controllata di
molte molecole. Infatti si complessano facilmente e
temporaneamente con gli anioni (carica negativa), ma in
determinate condizioni ambientali, assieme all'acqua,
possono legare anche princìpi attivi cationici.
I princìpi attivi complessati con CN dimostrano,
inoltre, di possedere e svolgere una più intensa attività
biologica risultandone potenziata la loro biodisponibilità.
È interessante infatti sottolineare come le nanofibrille
di chitina (CN) stabiliscano legami temporanei e
reversibili con la superficie cellulare facilitando così
l'ingresso dei princìpi attivi ad essa complessati (es:
luteina, melatonina, ac. lipoico, ecc.). Comunque, in virtù
del loro alto peso molecolare le nanofibrille non
sono in grado di penetrare dentro le cellule, né di
inserirsi nel sistema circolatorio perché vengono
prontamente metabolizzate dagli enzimi cutanei che
utilizzano prontamente sia la glucosamina che la
acetilglucosamina.
Risultano così prive di effetti collaterali. Infatti
mentre i legami che stabiliscono con i corneociti e con la
membrana cellulare sono temporanei e reversibili, la loro
caratteristica di polimero zuccherino le rende facilmente
idrolizzabili dagli enzimi cutanei. |